Grazie al loro apparato radicale ramificato, le piante acquatiche contribuiscono a consolidare le sponde, migliorano la qualità dell'acqua e sono attive nel contrastare il fenomeno dell'eutrofizzazione. Filtrano le sostanze sospese che potrebbero intorbidire l'acqua. In collaborazione con alcuni batteri scompongono composti chimici anche complicati, e neutralizzano sostanze tossiche e nocive presenti nell'acqua.

Le piante acquatiche possono essere suddivise in 5 categorie:

  • Piante da riva

    Sono numerosissime e possiedono le più svariate forme e fioriture. Ristabiliscono l'equilibrio biologico compromesso dall'inquinamento ambientale. Depurano l'acqua assorbendo metalli pesanti, sostanze nutritive e composti organici tossici. La loro azione filtrante rende l'acqua trasparente.

  • Piante sommerse

    Indispensabili per produrre ossigeno, le piante di questo gruppo si inseriscono sul fondo per rimanere sommerse. Non si nutrono del substrato ma assorbono le sostanze nutritive direttamente dall'acqua e contribuiscono alla pulizia del biolago.

  • Piante ombreggianti

    Possiedono grandi foglie, e tra queste, le più conosciute sono il Fior di Loto e le Nymphaee. Queste piante, molto decorative, contribuiscono ad ombreggiare la superficie dell'acqua, riducendo notevolmente la formazione delle alghe ed il riscaldamento dell'acqua.

  • Piante emerse

    Sviluppano una vegetazione più o meno alta, sopra il livello dell'acqua. Molte di loro hanno grandi capacità di filtrazione e assorbimento.

  • Piante palustri

    Vivono sulle sponde in acqua dalla minima profondità, e non soffrono per brevi periodi di abbassamento del livello.