“Sono sempre in viaggio e ho uno stagno da sistemare, ha pure un trampolino pericolante!”

Bene, mi sono trovata lì davanti al mio cliente, sempre di corsa tra il Piemonte e Scansano, che mi disse: “Il mio stagno è troppo grande lo vorrei più piccolo. E più bello!”

In effetti era circa di 700 mq., ragionando finalmente senza più corse e viaggi, raggiungemmo un accordo per realizzare un biolago di 300 mq. Il Comune ha approvato immediatamente il tutto soprattutto perché non c’erano interventi di cemento, ma solo un adeguamento del bacino esistente.

Doveva diventare un biolago dove cultura, teatro e musica entrassero in acqua. Si completassero uno nell’altro. Abbiamo cominciato a svuotarlo dall’acqua, ripulirlo da piante morte e varie putrefazioni, eliminato il trampolino pericolante e marcio.

I camion cominciavano ad arrivare con la terra per restringere lo stagno esistente. Venti giorni dopo finalmente la forma c’era. Era armonioso, più piccolo, pulito e rifinito. Saldato il telo di colore “verde” in tre giorni. Nel frattempo venivano vagliate tutte le pietre che l’escavatore aveva messo da parte, le abbiamo selezionate una ad una, tutte ci sembravano belle ed interessanti, ognuna con una sua storia da raccontare, con una vita da raccontare. Ho progettato due entrate per comodità: una scala che arrivava fino al fondo del biolago; l’altra, in cui ci si può tuffare, non arriva al fondo, è per esperti nuotatori. La profondità varia da 1.20 a 1.50 m. Abbiamo costruito un piccolo trampolino, quella pietra sembrava fatta apposta, i bambini erano sempre lì a giocare, una gioia immensa vederli tuffarsi. Un altro sasso trovato in mezzo a centinaia ci sembrò ottimo per l’inizio della cascata, sembrava una piccola caverna. Ad ogni sasso trovato ci saliva l’adrenalina, tutti erano bellissimi e ci servivano tutti! Ormai il perimetro era finito, era sempre più bello. Ora c’era da pensare alle sponde: optammo per una ghiaia di fiume, dalle infinite sfumature che con l’acqua si esaltano, dunque le pietre tonde più grandi fermavano quelle più piccole e così via un gioco d’incastri, e non si muovevano. Le piante acquatiche rifiniscono tutto il biolago. Messa l’acqua, dopo due mesi di lavorazione, il biolago era pronto.