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Convegno: Pensieri sull'Architettura tra gli Anni '60 e '90

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Giovedì 6 luglio a OCRA Montalcino, nel bellissimo complesso di Sant'Agostino in via Boldrini n°4, Edoardo Milesi & Archos e Scuola Permanente dell’Abitare con il patrocinio dell'Ordine degli Architetti di Siena promuovono un convegno che ripercorre in modo critico, attraverso testimonianze dirette, i capitoli principali del dibattito sull’architettura avvenuto tra gli anni ’60 e gli anni ’90.

Al Convegno Vera Luciani parteciperà fra gli altri in qualità di relatrice sul tema "Un tuffo nel paesaggio" dove tratterà di paesaggi e di biolaghi.

Trovate di seguito il programma completo della giornata e le indicazioni per parteciparvi.

The bio-lake and its season maintenance

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When May comes around, it is always a good idea to check the plants in your bio-lake, cutting away dead leaves and removing foliage or other debris which have collected on the bottom of the lake during the winter months.

The waterlilies in the phyto-depuration area tend to double over time and therefore need to be thinned out to prevent suffocation of other water plants. At the same time the harmony and balance of the bio-lake are safeguarded.

The peculiarity of waterlilies, and part of their natural beauty, is that they are essential for shading the bottom of the lake. This way, the water stays cooler and the production of algae is reduced, due to less direct sunlight.

Plants which oxygenate the water should never be lacking among the phyto-depurating plants of a bio-lake. Elodea Canadensis, also called “water weed”, is frequently mistaken for algae since it thrives under water. This plant, once used by Native Americans as a drug, plays an essential part in the eco-system of lakes, as they form the natural habitat for a number of invertebrates which contribute to the phyto-depuration of water.

Other plants, such as palustrine or shore plants must be left to their natural cycle and do not need any upkeep or maintenance.

A certain quantity of algea is normal for a bio-lake, as this does not create imbalances or health hazards to the eco-system which contains it. Nevertheless, algae can be removed by using natural products which are readily available on the market, allowing the water to clear in just a few minutes.

It also a good idea to always remember to keep the water of bio-lakes or pools at the proper level, replenishing them by adding water directly from the water pipe. If water from a well or a spring is available on the same property , it may be used as well, but only after testing , to insure hygenic safety.

Even thoaugh it may be lots of fun to have our pets enjoy the water and be with us while we are having a swim, it is advisable not to allow them inside bio-lakes or pools, as bio-lake or pool systems and structures could easily receive damage.

One more thing to remember before plunging into the clean waters of a bio-lake or pool: skin sunscreens should be removed! They pollute the water!

Lucca, March 31 - April 2, 2017: Verdemura

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Vera Luciani
and
Officine Marchesi 1815

request the pleasure of your company
for a drink at their stand
Saturday, April 1, 2017 at 5pm

sculptor: Lorella Salvagni

music: Barbara Rinciotti

staging curated by Susanna Cecchi

Lucca, 31 marzo - 2 Aprile 2017 - Verdemura

Biolago: un'alternativa ecosostenibile ed ecocompatibile alla piscina tradizionale

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Salò 11 settembre 2016 - Conferenza di Vera Luciani

Nella splendida cornice del lago di Garda e nel contesto della manifestazione “I giardini del Benaco”, settima rassegna internazionale di paesaggio e di giardino, l’esperta di giardini e paesaggista Vera Luciani ha tenuto un interessante workshop sui biolaghi, ecostrutture alternative alle piscine tradizionali che costruisce con passione da oltre vent’anni.

Dopo aver puntualizzato la differenza tra biopiscine e biolaghi, per cui le prime sono la versione dotata di maggiori confort per la balneazione rispetto ai secondi, la paesaggista ha descritto con puntuali slides le caratteristiche di queste strutture.

Ogni biolago comprende due zone separate, una per la crescita di piante palustri per la depurazione, la rigenerazione e il filtraggio delle acque e una strettamente balneabile. Le due zone sono spesso collegate da una cascata rigenerativa, che dà letteralmente ossigeno a queste acque e funge da filtro per la balneazione. Le acque di deflusso possono esser poi convogliate verso vicini orti o zone verdi per l’irrigazione.

Il sistema biolago si auto rigenera è eco compatibile ed ecosostenibile, e non necessita dell’uso di alcuna sostanza chimica a cui anzi fa da alternativa non inquinante.

Il progetto tipo di un biolago prevede tre fasi: la valutazione del contesto ambientale, lo studio strutturale e geologico e l’armonizzazione delle esigenze tecniche con il miglior risultato estetico.

La paesaggista ha poi passato in rassegna alcuni dei suoi progetti migliori; tra di essi la trasformazione di una vasca d’irrigazione in biolago (Scansano - GR).

Dopo l’asportazione di erbe e piante, si è proceduto alla picchiettatura e allo scavo della struttura, quindi alla modellatura e lisciatura a mano del fondo e dei bordi. Si è poi posto in opera un fondo con un primo strato in polipropilene e un secondo in EPDM impermeabilizzante e termo resistente. In alcuni casi occorre un terzo strato di polipropilene si sono poi realizzati dei camminamenti per la parte balneabile con pietre scalpellate a mano. La parte in alzato è stata realizzata con la posa di pietre secondo la tecnica del muro a secco.

In seguito si è passati alla piantumazione di piante acquatiche; la pianta più drenante per le acque è la Elodea Canadensis che è stata posta a tappezzare tutta la sponda della struttura. Tale pianta si nutre delle impurità dell’acqua. Assieme ad essa si sono poste l’Hibiscus e la Lobelia cardinalis che rimuovono i batteri.

Al bordo del biolago si può sistemare una doccia ecologica, la cui acqua è convogliata in una cisterna e/o per l’irriigazione di prati ed orti.

Un altro intervento ha previsto un biolago con acqua quasi a sfioro realizzato con un sistema di paratie per cui l’acqua circola in tubi attorno alla struttura e infine rientra nel biolago.

Attorno ad alcuni biolaghi sono stati realizzanti interventi di ingegneria naturalistica come la costruzione di staccionate e piante o in un caso una piattaforma di legno a mò di scena per un piccolo anfiteatro posto davanti al biolago.

Il biolago si mantiene intatto in tutte le stagioni, in inverno infatti le piante acquatiche non muoiono ma vanno in riposo vegetativo.

I rischi di queste strutture e relativi rimedi sono la formazione di alghe neutralizzabili con trattamenti naturali, la morte di alcune piante che possono esser poi sostituite, piccoli animali nelle acque che possono essere rimosssi e danneggiamenti del rivestimento di fondo che possono essere riparati.

I biolaghi, nelle conclusioni della paesaggista, Vera Luciani, sono dunque strutture di alta compatibilità ambientale permettendo la vita di varie specie di fauna e flora e allo stesso tempo fornendo una balneabilità di qualità sia per il design che per la purezza delle acque.

Giulia Squadrini, Settembre 2016

Da stagno a biolago

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“Sono sempre in viaggio e ho uno stagno da sistemare, ha pure un trampolino pericolante!”

Bene, mi sono trovata lì davanti al mio cliente, sempre di corsa tra il Piemonte e Scansano, che mi disse: “Il mio stagno è troppo grande lo vorrei più piccolo. E più bello!”

In effetti era circa di 700 mq., ragionando finalmente senza più corse e viaggi, raggiungemmo un accordo per realizzare un biolago di 300 mq. Il Comune ha approvato immediatamente il tutto soprattutto perché non c’erano interventi di cemento, ma solo un adeguamento del bacino esistente.

Doveva diventare un biolago dove cultura, teatro e musica entrassero in acqua. Si completassero uno nell’altro. Abbiamo cominciato a svuotarlo dall’acqua, ripulirlo da piante morte e varie putrefazioni, eliminato il trampolino pericolante e marcio.

I camion cominciavano ad arrivare con la terra per restringere lo stagno esistente. Venti giorni dopo finalmente la forma c’era. Era armonioso, più piccolo, pulito e rifinito. Saldato il telo di colore “verde” in tre giorni. Nel frattempo venivano vagliate tutte le pietre che l’escavatore aveva messo da parte, le abbiamo selezionate una ad una, tutte ci sembravano belle ed interessanti, ognuna con una sua storia da raccontare, con una vita da raccontare. Ho progettato due entrate per comodità: una scala che arrivava fino al fondo del biolago; l’altra, in cui ci si può tuffare, non arriva al fondo, è per esperti nuotatori. La profondità varia da 1.20 a 1.50 m. Abbiamo costruito un piccolo trampolino, quella pietra sembrava fatta apposta, i bambini erano sempre lì a giocare, una gioia immensa vederli tuffarsi. Un altro sasso trovato in mezzo a centinaia ci sembrò ottimo per l’inizio della cascata, sembrava una piccola caverna. Ad ogni sasso trovato ci saliva l’adrenalina, tutti erano bellissimi e ci servivano tutti! Ormai il perimetro era finito, era sempre più bello. Ora c’era da pensare alle sponde: optammo per una ghiaia di fiume, dalle infinite sfumature che con l’acqua si esaltano, dunque le pietre tonde più grandi fermavano quelle più piccole e così via un gioco d’incastri, e non si muovevano. Le piante acquatiche rifiniscono tutto il biolago. Messa l’acqua, dopo due mesi di lavorazione, il biolago era pronto.

10, 11 settembre 2016: “I Giardini del Benaco” a Salò (BS)

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Vera Luciani interviene alla VII “Rassegna Internazionale del paesaggio e del giardino - I Giardini del Benaco”
“Il biolago: una alternativa ecosostenibile ed ecocompatibile alla piscina tradizionale”

Vera Luciani, rinomata progettista di biolaghi, a pochi mesi dal suo rientro dagli Stati Uniti per un convegno alla Cornell University, interverrà alla Mostra Botanica di Salò con un contributo dedicato ai processi costruttivi per la realizzazione del sistema biolago. La partecipazione prevede uno stand espositivo nel contesto della Mostra Botanica sul Lungolago di Salò il 10 e 11 settembre e un convegno Domenica 11 settembre alle ore 15.30 presso la sala consigliare del Municipio di Salò.

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Conferenze

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Ecco le foto di alcune conferenze alle quali ho partecipato negli ultimi anni:

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Piscine in cemento: a volte cedono

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Piscine in cemento: a volte cedono. E’ successo ad uno dei miei clienti.

Dopo qualche tempo dall’esecuzione la piscina era franata da un lato. Il progettista non aveva previsto il drenaggio e questo aveva comportato sollecitazioni alle pareti in cemento provocandone il cedimento sia del manufatto che strappi al telo impermeabile. Quando sono stata chiamata per una perizia ho constatato che la piscina era stata addirittura costruita sopra una falda acquifera e di fatto si riempiva continuamente d’acqua il telo al di sotto del fondo.

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